In occasione della prima edizione della BISPM – Borsa Internazionale Siti Patrimonio Mondiale in Sardegna, in programma dal 17 al 20 giugno prossimo a Olbia, la Camera di Commercio di Sassari è, insieme alla Regione Sardegna, partner strategico e operativo dell’evento.
Il presidente Stefano Visconti spiega cosa ha spinto l’Ente in questa direzione.
La decisione di supportare con convinzione la prima edizione della BISPM nasce dalla profonda consapevolezza che il patrimonio identitario è la vera leva competitiva della nostra Isola. – evidenzia Visconti – La Sardegna vanta un patrimonio unico, in parte già riconosciuto dall’UNESCO e in parte in fase di valorizzazione, come i monumenti della civiltà nuragica. Questi non sono solo monumenti da preservare come pezzi da museo, ma veri e propri asset economici capaci di intercettare un target turistico colto e alto-spendente. Il nostro obiettivo – prosegue – è duplice: da un lato, vogliamo creare un networking internazionale d’eccellenza, mettendo in contatto diretto la nostra offerta locale — imprese, guide e comuni — con i grandi buyer mondiali del turismo culturale. Dall’altro, puntiamo a posizionare il Nord Sardegna come un hub di riferimento per il turismo esperienziale, trasformando l’archeologia e la storia in opportunità concrete di business.
La Camera di Commercio è impegnata su più fronti per promuovere il territorio all’estero e superare il limite della stagionalità balneare. Quali sono le azioni principali?
Il modello “solo mare”, è limitante per un’isola ricca come la nostra. La nostra strategia si muove su due binari paralleli. Il primo riguarda la destagionalizzazione: attraverso il programma Salude&Trigu, sosteniamo i territori con una rete di circa 100 eventi — tra riti religiosi, tradizioni enogastronomiche e folklore — distribuiti su tutto l’anno. Vogliamo che il “prodotto Sardegna” sia apprezzato per tutti i dodici mesi. Il secondo è l’internazionalizzazione. Supportiamo le nostre imprese nel varcare i confini isolani. È lì che le eccellenze del “Made in Sardegna” devono farsi conoscere per attrarre nuovi flussi potendo contare su un “prodotto” di assoluta eccellenza.
Qual è la sua visione sul ruolo che i siti Patrimonio Mondiale possono avere in questa narrazione turistica?
Nella mia visione e in quella della Camera di Commercio che rappresento, i beni Patrimonio Mondiale sono i “fari” della nostra narrazione territoriale. Sono gli strumenti perfetti per rompere definitivamente il paradigma del turismo balneare. Se il mare, pur bellissimo, è una risorsa che i turisti possono trovare anche in altre destinazioni concorrenti, il nostro patrimonio storico-identitario è unico e inimitabile. Immaginiamo un turismo distrettuale: il bene culturale funge da catalizzatore e attorno ad esso ruotano in modo sostenibile tutti i servizi del territorio, dall’accoglienza alla ristorazione di qualità. È un modello che non solo crea ricchezza, ma tutela l’integrità delle nostre comunità.
Concretamente, oltre alla BISPM, quali sono le altre attività messe in campo per sostenere questo sviluppo?
Il nostro impegno non si limita ai singoli eventi, ma punta a un rafforzamento strutturale di tutto l’ecosistema locale. Non basta possedere un patrimonio inestimabile se non si creano le condizioni affinché le realtà locali possano competere con successo su scenari sempre più complessi e interconnessi. Per questo, stiamo lavorando su più fronti per garantire che la qualità del nostro saper fare diventi un volano di attrazione costante. Dobbiamo farci trovare pronti con un’offerta che sappia coniugare autenticità e innovazione, offrendo a chi sceglie la Sardegna un’esperienza completa, coordinata e di altissimo livello, capace di valorizzare ogni singola risorsa della nostra isola.
