Dal 17 al 20 giugno prossimo si svolgerà la prima edizione della BISPM – Borsa Internazionale dei Siti Patrimonio Mondiale della Sardegna. L’appuntamento internazionale, organizzato da M & C Marketing Consulting con il patrocinio, il supporto e la collaborazione della Regione Sardegna e della Camera di Commercio di Sassari, avrà sede a Olbia, nella caratteristica sede del Museo Archeologico Nazionale della città, ma sarà anche occasione per scoprire il territorio del nord della regione, grazie agli educational in programma.
La BISPM sarà, insomma, un momento particolarmente utile a rafforzare il posizionamento della “Destinazione Sardegna” al centro del turismo culturale europeo, valorizzando autenticità, innovazione e identità e favorendo la destagionalizzazione del turismo nella regione, come spiega l’assessore regionale al Turismo, Artigianato e Commercio Franco Cuccureddu.
“Il 2025 è stato l’anno dei record per il turismo in Sardegna. – tiene a sottolineare l’assessore Cuccureddu – Abbiamo superato la soglia storica dei 20 milioni di presenze, raggiungendo quota 21.802.414, con oltre 5 milioni di arrivi, pari a un +15% rispetto al 2024 e un +33% rispetto al 2023. Significativo è anche il dato relativo alla bassa stagione, con un incremento costante dei flussi che testimonia la crescente attrattività dell’isola anche nei mesi meno tradizionalmente turistici. A questi numeri – prosegue – si aggiungono la crescita del +30% della capacità ricettiva regionale, segno di un sistema sempre più strutturato e competitivo, e degli aeroporti sardi, che nel 2025 hanno registrato oltre 11 milioni di passeggeri, con una crescita del +5% rispetto all’anno precedente. L’incremento costante dei flussi aerei in tutti gli scali – spiega ancora l’assessore – conferma la centralità della Sardegna nelle rotte del turismo mondiale. La nostra isola è meta sempre più internazionale: tra il 2023 e il 2025 la composizione dei flussi turistici è cambiata in modo significativo, passando da una ripartizione equilibrata tra italiani e stranieri (50% e 50%) a una prevalenza di visitatori provenienti dall’estero, che oggi rappresentano il 56% del totale, contro il 44% di turisti italiani.”
Dati che la regione intende non solo confermare ma rafforzare anche nel 2026. Come?
La Sardegna è stata designata Top Destination 2026 da Lonely Planet, unica fra le regioni europee: un riconoscimento che ci colloca ai vertici del turismo mondiale. Questo si aggiunge alla proclamazione di Cala Goloritzè come spiaggia più bella del mondo, all’iscrizione di 18 siti di Domus de Janas nella lista UNESCO del patrimonio culturale dell’umanità e l’annuncio di un nuovo collegamento aereo diretto tra New York JFK e Olbia, operativo dal prossimo 21 maggio. Il 2026, inoltre, vedrà la Sardegna al centro dell’attenzione mediatica internazionale anche per i grandi eventi sportivi, dal Giro della Sardegna, che ritorna nel calendario mondiale del ciclismo, alla 38° Louis Vitton America’s Cup, che proprio dalla Sardegna prenderà il via. Altri progetti riguardano l’itinerario delle sette Città Regie della Sardegna, il turismo nei borghi e le porte di accesso della Sardegna, che si aggiungono all’albergo diffuso; quindi nuove iniziative per il turismo accessibile e la transizione digitale.
Come si inseriscono i beni Patrimonio mondiale nell’ottica della promozione turistica della regione?
I beni Patrimonio mondiale della regione hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo che la Regione intende imprimere al turismo perchè permettono di promuovere e implementare un turismo culturale, lento e sostenibile, in grado di far conoscere le aree più interne della regione, con i cammini che le attraversano, l’ospitalità diffusa, familiare e autentica, la cultura più antica e le tradizioni della Sardegna, fruibili con modalità moderne, al passo coi tempi, grazie al sapiente utilizzo delle tecnologie innovative. Permettono, altresì, di destagionalizzare il turismo nell’isola, rendendola attrattiva tutto l’anno.
La Sardegna vanta, infatti, cinque beni Patrimonio Mondiale, di cui due materiali, le Domus de Janas, che sono state l’ultimo sito italiano, il 61esimo, inserito nella World Heritage List lo scorso 12 luglio, e il complesso nuragico Su Nuraxi di Barumini; due immateriali, ovvero il canto a tenore e la Faradda di li candareri di Sassari, nell’ambito della rete delle imponenti Macchine a spalla, a cui si aggiunge la Riserva della Biosfera MAB di Tepilora, Rio Posada e Montalbo.
Quali le aspettative per la Borsa Internazionale dei Siti Patrimonio Mondiale in programma dal 17 al 20 giugno 2026?
La Regione e in particolare l’Assessorato al Turismo hanno creduto fin da subito nella Borsa come ulteriore opportunità da offrire agli operatori locali per farsi conoscere e per entrare in contatto diretto con i buyer internazionali. Ciò che è particolarmente importante è che la Borsa si svolgerà sul territorio sardo, dando modo agli ospiti di toccare con mano le tante realtà locali, le nostre ricchezze e l’offerta turistica nel suo complesso. Non dimentichiamo che il brand UNESCO è, oggi, un top brand nell’ambito turistico, capace di attrarre un turista di qualità, con cultura e capacità di spesa medio-alta.
Rispetto agli operatori sardi, quali azioni la Regione sta portando avanti per la realizzazione e la promozione di un’offerta mirata e per aumentare anche la loro consapevolezza rispetto al patrimonio UNESCO della regione? E con quali prospettive?
Stiamo lavorando affinché non solo gli operatori turistici, ma anche le comunità locali siano sempre più consapevoli dell’importanza del patrimonio UNESCO, affinché vi sia una valorizzazione condivisa del patrimonio stesso, che significa anche maggiore sviluppo per il territorio. Allo stesso tempo, è fondamentale che si sviluppi una altrettanto condivisa volontà di tutelare quel patrimonio, testimone della nostra identità, della nostra storia e, quindi, di preservarlo per il futuro, affinché altre generazioni possano goderne.
